di Pier Luca Toselli
Il 2025 segna il sorpasso definitivo dell’intelligenza artificiale sui cybercriminali umani: la minaccia si è ormai trasformata in uno “sciame algoritmico” capace di scovare vulnerabilità in pochi istanti e di generare deepfake indistinguibili per truffe su larga scala.
Mentre le difese tradizionali soccombono alla velocità delle macchine, la sicurezza diventa una sfida di pura resilienza tecnologica, lasciando però scoperte le piccole realtà prive di budget per l’IA difensiva.
In questo nuovo scenario, la protezione dei dati non è più una barriera statica, ma una corsa frenetica per evolversi più velocemente di un nemico sintetico che non dorme mai.


