Intelligenza Artificiale – opportunità di finanziamento per le PMI

di Ernesto Cotugno
Partiamo dall’informatica aziendale: perché è importante

Diciamoci la verità1, se parliamo di marketing immaginiamo subito una funzione aziendale che serve a favorire un’interazione tra il cliente e l’azienda che non sia solo commerciale ma anche e soprattutto emotiva al fine di costruire e preservare una precisa reputazione e creare una fidelizzazione nel tempo – bellissimo! …certo; se invece parliamo delle funzioni di ricerca e sviluppo, immediatamente pensiamo magari ad ingegneri ed a tutte le attività per creare e sviluppare conoscenze e know-how aziendale applicate ai cicli di produzione per il conseguimento del vantaggio competitivo aziendale – utile, funzionale! …certo.
Ecco, se pensiamo a queste funzioni aziendali inoltre, in base al tipo di azienda, pensiamo agli uffici che le compongono, alle persone, a quante risorse abbiamo destinato, all’investimento realizzato, ai corsi di formazione, riunioni, brainstorming creativi, pianificazioni, divisioni di compiti e chi più ne ha più ne metta.
Vi chiedo allora, perché se parliamo del servizio IT aziendale, ci vengono in mente al massimo una o due persone, relegate di solito nell’ultimo ufficio in fondo al corridoio, prima del bagno (se non nel seminterrato), con cui non interagiamo mai o quasi mai, se non per problematiche di aperture di archivi zip, sincronizzazione della posta, perché il PC non si accende o perché abbiamo dimenticato la password di qualcosa…certo.
Ho fatto questa piccola sarcastica digressione, prima di parlare di soldi/finanziamenti/opportunità, per condividere con voi la necessità di ripensare e considerare l’utilizzo della tecnologia in azienda, come ad un “nuovo” asset aziendale per il quale programmare investimenti: naturalmente non mi riferisco al mero acquisto di PC belli, alla moda, performanti, telefoni/tablet aziendali, rete ultraveloce, stampanti laser wifi ecc, ma a come questi device e programmi interagiscono all’interno dell’azienda ma soprattutto con il mondo esterno nell’immenso mare del web.
Dicevo prima, “nuovo” asset, e mi riferisco al fatto che potrebbe essere considerato nuovo in quanto il più delle volte tralasciato perché percepito come un mero costo, le virgolette invece, stanno ad indicare che è già in parte in possesso delle aziende. Mi spiego.
Per quanto attiene alla prima parte del precedente periodo, relativamente ai nostri sistemi informatici aziendali, al giorno d’oggi, non c’è da chiedersi SE subiranno un attaccato informatico, ma QUANDO questo accadrà. Predisporre idonee misure di prevenzione/mitigazione del rischio ed efficaci contromisure per minimizzare eventuali danni, è fondamentale! Non è un costo, ma un investimento, al pari delle funzioni aziendali di cui abbiamo parlato sopra e può fare la differenza tra salvare/continuare il vostro lavoro o chiudere/pagare il riscatto richiesto.
Questo perché il web è un “non posto” bellissimo in cui, dobbiamo essere consapevoli del fatto che noi siamo “dato”, proprio come la sequenza di zeri e di “uni” che si vedono nella schermata di Matrix; mentre navighiamo nel web come novelli Argonauti, forniamo/condividiamo i nostri dati e le nostre informazioni che vengono ricevute, studiate, profilate da chi ci fornisce i servizi per il nostro viaggio. L’internet per come lo conosciamo è “gratis” perché in un certo senso, consapevolmente o meno, cediamo i nostri dati, che vuol dire notizie su abitudini, preferenze, account, conti correnti, password, foto, prenotazioni al ristorante/estetiste/massaggi/vacanze ecc2. La nostra web vita digitale è sempre più “intimamente” collegata a quella “analogica”, e la nostra “internettità” è collegata molto più di quanto immaginiamo anche al nostro lavoro; se torniamo infatti al focus dell’articolo, partendo da queste considerazioni, vi chiedo, quanti utilizzano in maniera promiscua telefoni/PC/Tablet sia per lavoro che per cose personali? sullo stesso device ci scambiamo documenti aziendali, mail, comunicazioni riservate, facciamo riunioni da remoto, ma riceviamo magari le mail della scuola sull’account personale, capita di fare acquisti on line, scriviamo e ci scambiamo pensieri/confessioni tramite social network.
Tornando alla frase sul “nuovo” asset, ho messo le virgolette, perché relativamente alla questione informatica aziendale ed a quella che potrebbe e dovrebbe essere la sua gestione globale, la parte dell’asset cui prendersi maggiormente cura è già in possesso dell’azienda e sono i dipendenti a tutti i livelli. L’asset “informatica aziendale” (che ricomprende certamente la parte hardware e software, ma tra le altre anche questioni di sicurezza informatica, individuazione delle informazioni digitali da proteggere, profilazione degli accessi, autenticazione a doppio fattore, lavoro/salvataggi in cloud, interazione col mondo esterno tramite il web), è trasversalmente ad appannaggio dell’intero personale aziendale: lo sviluppo di competenze funzionali relative a minime regole di “igiene informatica” di base e la formazione continua è fondamentale per la creazione dello “human Firewall”3 al fine di creare quella consapevolezza nell’attenzione continua nello svolgimento di attività lavorative che va ad integrare e valorizzare le diverse soluzioni tecnologiche materiali di protezione.
Questo è un tema a me molto caro, sia per l’idea romantica di azienda che ho in mente, sia perché, meno romanticamente e per concludere questa parte introduttiva, il rapporto Clusit 2024 (Associazione italiana per la Sicurezza informatica) evidenzia che l’11% degli attacchi informatici globali hanno interessato l’Italia; in generale il fattore umano è stato causa di almeno il 90% degli incidenti, il tutto in un quadro generale dove, in una Italia imprenditoriale costituita per oltre il 90-95% da PMI, spesso mancano figure e competenze in ambito IT/cybersecurity.
L’asset “Informatica Aziendale”, adattata in base al tipo di attività, alla mission, alla dimensione ecc. aziendale, dovrebbe cominciare ad avere il suo spazio nella programmazione degli investimenti aziendali, questo anche perché, obiettivo dell’articolo, vedremo insieme che sono molteplici i canali di accesso a fondi/risorse per il suo sviluppo ed implementazione.

Intelligenza artificiale, tra sfide ed opportunità

Che passiamo gran parte delle nostre giornate on line è oggettivo4; la percezione poi che globalmente la trasformazione digitale ha quasi annullato il confine tra mondo fisico e virtuale, più o meno la potremmo dare per acquisita.
Altra cosa, entrando nel vivo dell’articolo, il fatto che l’IA è intorno a noi senza che a volte ne siamo consapevoli e da molto più tempo di quanto immaginiamo, è un altro dato di fatto! e cito solo qualche veloce esempio: negli smartphone e PC la tecnologia di riconoscimento facciale e/o della scansione delle impronte digitali per l’accesso al device, le infinite regolazioni delle fotocamere sempre più evolute, la tastiera/scrittura impara come scriviamo/parliamo, il nostro dizionario, il nostro dialetto e ci suggerisce le prossime parole, i motori di ricerca che ci “ascoltano” e ci suggeriscono risultati che sono di nostro maggiore gradimento, agli assistenti alla guida che ci suggeriscono ad ogni angolo il percorso più corto, veloce, eco-frendly, panoramico ecc e che riescono a frenare automaticamente l’auto per evitare incidenti.
Queste sono solo alcune esemplificazioni di come la nostra vita sia “immersa” nel web e sempre più interagisca con svariate forme di IA; personalmente non sono preoccupato dell’avanzata dell’intelligenza artificiale quanto più della ritirata di quella naturale. L’IA non rappresenta più il futuro, è l’oggi! ed è profondamente compenetrata nelle nostre attività. Questa fluidità tra mondo fisico e virtuale, come abbiamo detto prima, si riflette anche nella vita lavorativa, nelle aziende, aumentando la “superficie digitale utile” appetibile anche per la cyber-criminalità, che deve portare ad un cambio di paradigma definitivo nella percezione della gestione e dei rischi sottesi al digitale5.
Un interessante, direi visionario articolo di qualche anno fa, a cura di Confindustria Digitale, “Intelligenza Artificiale per le PMI”6, analizza l’inserimento dell’IA nei processi industriali delle PMI; posti quelli che potrebbero essere considerati i 6 ambiti tecnologici principali da prendere in considerazione come riferimento in un piano di trasformazione digitale, appare chiara la correlazione con l’IA relativamente a:

  1. Automazione nella ricerca di soluzioni per azioni ripetitive e complesse;
  2. Informatizzazione per una efficiente infrastruttura IT;
  3. Dematerializzazione nei processi di digitalizzazione degli strumenti aziendali;
  4. Virtualizzazione dei processi aziendali;
  5. Cloud Computing & Big Data;
  6. Mobile per la condivisione flessibile e sicura delle risorse aziendali.

Partendo da queste considerazioni, lungi dal voler rappresentare “LA” guida, data la vastità e complessità dell’argomento, questo articolo vuole essere una “finestra” sulle numerose opportunità di finanziamento aziendale, in generale relativamente al tema dell’informatica aziendale, ed in particolare riguardo alI’IA, al fine di prenderci cura, evolvere, investire, migliorare “elementi” con cui interagiamo/lavoriamo quotidianamente.

Chi, cosa, come e dove richiedere finanziamenti

Per rispondere ai quesiti del titolo del paragrafo, non basterebbero tutti i tomi dell’enciclopedia Yongle7, per la varietà e la specificità di ogni tipologia di azienda, per la complessità dell’italico sistema tributario, per la molteplicità di fonti anche internazionali, interpretazioni, modulistica, uffici, carte, mail, telefonate, incontri che anche una passeggiata nel labirinto di Cnosso8 potrebbe essere più rilassante.
Ma noi non ci perdiamo d’animo, e come detto prima, cerchiamo di dare uno sguardo insieme alle tante possibilità di accesso a finanziamenti dedicati.
Oltre ai quantomai attuali finanziamenti del PNRR9, cominciamo con una notizia di qualche giorno fa, che potete leggere nel quotidiano Sole 24 ore del 30.05.2024 – Agevolazioni tributarie, l’intelligenza artificiale entra nel Testo Unico all’interno del quale, partendo dalla recente consultazione pubblica sul sito dell’Agenzia delle Entrate in merito alla riforma fiscale, vengono richiamati alcuni incentivi. L’importanza dell’Intelligenza artificiale viene riconosciuta a livello legislativo tanto da “interessare” modifiche al Testo Unico Imposte e da “smuovere” atti normativi e finanziamenti ad hoc.
Vediamo insieme qualche opportunità di finanziamento, e analizziamo le diverse specificità, ove vi segnalerò per ciascuno i relativi link dei siti istituzionali di riferimento per poter andare a verificare informazioni ed eventuali interessi/opportunità.

C.d. Nuova Sabatini – 202410

Nella Legge di Bilancio 202411 all’art. 1 comma 25612 viene incrementata la capienza destinata all’acquisto dei beni strumentali aziendali; la misura riguarda l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per facilitare l’accesso al credito delle imprese relativamente agli investimenti per acquistare o acquisire in leasing beni nuovi afferenti a macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.
La misura si rivolge alle micro, piccole e medie imprese (MPMI)13 ed i finanziamenti vengono concessi da parte di banche e intermediari finanziari14, possono essere interamente coperti dal finanziamento bancario (o leasing) e possono essere assistiti dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” (istituito dall’art. 2, comma 100, lettera a, della Legge n. 662/96) fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, che deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili15.

I tassi di interesse annui sono pari al 2,75% per gli investimenti ordinari, 3,575% per gli investimenti 4.0, 3,575% per gli investimenti green (in relazione a domande presentate a partire dal 1° gennaio 2023).
Nello specifico per quanto riguarda i Beni 4.0, sono relativi ai beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. “industria 4.0” che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30%16 relativamente a software, sistemi, piattaforme e applicazioni17 oltre ad impianti e macchinari18.

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Per quanto riguarda l’acquisto di beni strumentali, e nello specifico di tecnologia in grado di utilizzare/supportare l’uso/sviluppo dell’intelligenza artificiale in azienda, oltre ai finanziamenti previsti dalla Nuova Sabatini 2024, c’è il complesso del sistema dei crediti di imposta dedicato19, incentivi per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.
Sono accessibili da parte di tutte le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, relativamente alla tipologia di beni acquistati:

  • Beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati20 – 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni fino a 10 milioni di euro, 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 e 20 milioni di euro, 5% del costo per la quota di investimenti superiore a 10 fino a 50 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR, diretti alla realizzazione di determinati obiettivi di transizione.
  • Beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati funzionali ai processi di trasformazione 4.021 – 2024 (tra cui software IA): 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro.

Per poter accedere al credito di imposta, in relazione al bene acquistato, servirà una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato; per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante22.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica23

La misura si pone l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese stimolando nello specifico gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, Innovazione tecnologica, anche nell’ambito del paradigma 4.0.
Si rivolge a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato24 e per le:

  • attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, il credito d’imposta è riconosciuto un credito d’imposta pari al 10%, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro;
  • attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5%, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro;
  • attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5%, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro.

Le spese ammissibili riguardano, in base al contesto, spese di personale, quote di ammortamento, spese per servizi di consulenza, spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei vari progetti25.

Specializzazione Intelligente

I finanziamenti sostengono la realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di rilevanza strategica per il sistema produttivo, coerenti con le aree tematiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI), nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
L’intervento sostiene progetti con particolare riguardo nello specifico: materiali avanzati e nanotecnologia; fotonica e micro/nano elettronica; sistemi avanzati di produzione; tecnologie delle scienze della vita; intelligenza artificiale; connessione e sicurezza digitale.
Sono previsti contributi alla spesa nelle misure del 30% per le piccole imprese, 25% per le medie imprese, 15% non rientranti nella definizione di PMI26.
Sono previsti anche finanziamenti agevolati di Cassa depositi e prestiti per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50% con la possibilità di associare un finanziamento bancario, di importo non inferiore al 20% delle spese e dei costi ammissibili27 28.

Startup e PMI innovative – Incentivi fiscali de minimis29

L’incentivo fiscale in “de minimis” è rivolto all’investimento in startup innovative e PMI innovative e prevede una detrazione IRPEF del 50% destinata alle persone fisiche che investono nel loro capitale di rischio30. L’investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni e può essere effettuato direttamente, o per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR).
Per investimenti effettuati in startup innovative, l’investimento agevolabile ammonta ad un massimo di 100mila euro per ciascun periodo di imposta.
Per investimenti effettuati in PMI innovative, l’investimento agevolabile ammonta ad un massimo di 300mila euro per ciascun periodo di imposta (oltre tale limite, sulla parte eccedente l’investitore può detrarre il 30% in ciascun periodo d’imposta).

Regime impatriati

Visto che parlavamo di personale come core bussines aziendale, una misura a sostegno di “acquisizione” di personale altamente specializzato riguarda la norma per il rientro dei “cervelli” in Italia.
Anche se il D.Lgs. n. 209/2023 – disposizioni in materia di fiscalità internazionale, all’art. 5, ha ridotto la percentuale, il beneficio è relativo a cinque periodi d’imposta, con una percentuale di reddito esclusa da tassazione al 50%, fino a un limite reddituale di 600.000 euro, per lavoratori rimpatriati31.

Bando innovazione digitale 2024: concessione di contributi alle imprese per la promozione dell’innovazione tecnologica digitale (Codice prog. PI24)32

Diamo uno sguardo esemplificativo, non esaustivo, sulle possibilità di finanziamento locali, cui fare riferimento.
Il Bando in oggetto riguarda finanziamento a fondo perduto con spese ammesse tra i 500 ed i 20.000 euro circa; è un bando emesso dalla Regione Emilia Romagna e si aprirà il 25 giugno c.a. per chiudersi il 10 settembre p.v.
Si propone di sviluppare la capacità di collaborazione tra MPMI e tra esse e soggetti altamente qualificati nel campo dell’utilizzo delle tecnologie 4.0, e promuovere l’utilizzo, da parte delle MPMI, di servizi o soluzioni focalizzati sulle competenze e tecnologie digitali 4.0.
Sono finanziabili (al netto di IVA e di altre imposte, tasse e diritti) spese relative a – servizi di consulenza e/o formazione – acquisto di beni strumentali materiali e immateriali inclusi dispositivi e spese di connessione, funzionali all’introduzione delle tecnologie abilitanti.

Fondo di Garanzia per le PMI33

È uno strumento istituito con Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) e operativo dal 2000; anche se non un finanziamento in senso stretto, voglio inserirlo tra le “opportunità” di finanziamento perché ha la finalità di favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali portate dalle imprese.
La PMI ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo, che non offre comunque contributi in denaro34.

Ricerca Incentivi e novità per il prossimo futuro

Questo piccolo paragrafo per darvi piccole indicazioni in merito alle ricerche di incentivi che autonomamente potreste fare anche in relazione alle singole esigenze aziendali.
Per quanto non riportato qui, vi invito a dare uno sguardo al sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in particolare https://www.mimit.gov.it/index.php/it/incentivi-mise/incentivi-in-evidenza , dove potrete prendere coscienza dell’infinità di opportunità a disposizione.
Si segnala inoltre il portale incentivi.gov.it – motore di ricerca che ha l’obiettivo di far conoscere bandi, avvisi e altri strumenti di agevolazione a imprese e cittadini. Attualmente sono oltre 1.000 gli incentivi online e 374 le Pubbliche Amministrazioni che hanno pubblicato almeno un bando sulla piattaforma gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, interoperabile con il Registro Nazionale Aiuti (RNA)35. Tra le tipologie di soggetti beneficiari rientrano imprese, cooperative e associazioni non profit, consorzi, reti di impresa, PMI innovative, Università ed Enti di ricerca, e tra le forme di agevolazione, la tipologia prevalente è costituita dal contributo a fondo perduto.
Lo scorso 23 aprile, il Governo ha varato un disegno di legge recante disposizioni e delega al Governo in materia d’intelligenza artificiale; all’art. 21 (Investimenti nei settori di intelligenza artificiale, della cybersicurezza e calcolo quantistico) sono previsti investimenti al fine di supportare lo sviluppo di imprese operanti, tra gli altri nei settori dell’intelligenza artificiale e della cybersicurezza. È previsto, fino all’ammontare complessivo di un miliardo di euro, l’assunzione di partecipazioni nel capitale di rischio direttamente o indirettamente, di a) PMI con elevato potenziale di sviluppo ed innovative, aventi sede operativa in Italia, che operano nelle tecnologie dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza (…) e che si trovano in fase di sperimentazione (seed financing), di costituzione (sturt up financing), di avvio dell’attività, (early-stage financing) o di sviluppo del prodotto (expansion, scale up financing); b) imprese, anche diverse da quelle di cui alla lett. a), finalizzate alla creazione e allo sviluppo di campioni nazionali nei settori e nelle tecnologie di cui alla lettera a). Gli investimenti di cui al comma 1 sono effettuati mediante utilizzo delle risorse del Fondo di sostegno al venture capital36. Interessante sarà seguire lo sviluppo del disegno di legge.
Non può mancare uno sguardo all’Europa ed alle infinite possibilità di finanziamento. Il nuovo programma Europa digitale investe oltre 176 milioni di euro nelle capacità e nelle tecnologie digitali europee37. Nell’ambito del programma 2023-2024 è stata lanciata una nuova serie di inviti a presentare proposte che promuovono il lavoro nei settori dell’IA, dei dati, del cloud, delle competenze e dei servizi pubblici digitali. In specifico è previsto un finanziamento complessivo di 67.5 milioni di euro in progetti volti ad accelerare e rafforzare l’adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA) a sostegno alle imprese e alle PMI nella loro preparazione al rispetto della legge sull’IA. Gli investimenti sono gestiti in base al programma Europa digitale e come effettuare le richieste/applicazioni per i finanziamenti deve seguire l’iter indicato per i vari finanziamenti…ma per questo vi lascio il link in nota, perché non basterà un altro articolo in merito38.
L’invito, sperando di avervi, se non persuaso, quantomeno “incuriosito”39 relativamente all’importanza dell’Informatica Aziendale, alla sua funzione trasversale e di supporto all’intera vita digitale aziendale, è quello di valutare/riconsiderare questa funzione aziendale non più come ad un mero costo ma come un investimento, e come tale predisporre energie/strategie/risorse alla sua gestione, anche nella ricerca di finanziamenti dedicati come abbiamo appena esaminato insieme.

  1. E “…ricorda non sei solo nella ricerca della verità, anche la verità sta cercando te…” (Osho). ↩︎
  2. Pensate quando siete connessi e volete leggere qualche notizia; se cliccate su accetta tranquillamente navigate sul quotidiano, leggete notizie ecc. se non accettate, vi chiedono di fare un abbonamento, dipende se mensile, giornaliero ecc. La domanda nasce spontanea, o per lo meno dovrebbe! Cosa ho accettato?!?! che mi permette di non pagare l’abbonamento annuale? Abbiamo in pratica accettato di essere profilati, riconosciuti, studiati, seguiti, da una miriade di società, enti, persone che studiano e profilano le preferenze e comportamenti delle “masse” per orientare produzioni, servizi, marketing, offerte ecc. e la seconda domanda che ci dovrebbe venire altrettanto spontanea…quanto valiamo? Molto e non ce ne rendiamo conto. Ma questo è un altro discorso, un altro articolo – Profilazione web e riflessi sulla sicurezza informatica (…anche) aziendale) Seac luglio 2023. ↩︎
  3. La definizione maggiormente utilizzata da tutti i siti web e riviste specializzate per definire lo “human firewall” è “…un dipendente opportunamente educato, istruito e formato per riconoscere gli attacchi che sfruttano le persone e le loro lacune in ambito cyber security prima ancora che le falle tecnologiche dei sistemi informatici…”. ↩︎
  4. Secondo uno studio della NordVPN, gli italiani passano 30 anni, 5 mesi e 19 giorni della loro vita online; considerando che ’aspettativa di vita in Italia è di circa 82 anni quindi fa…più di un terzo https://nordvpn.com/it/research-lab/lifetime-online/?utm_medium=affiliate&utm_term&utm_content=100047115&utm_campaign=off449&utm_source=aff2495&url=https%3A%2F%2Fnordvpn.com%2Fit%2Fresearch-lab%2Flifetime-online%2F ↩︎
  5. Mentre scrivo l’articolo, da poco Papa Francesco ha fatto il suo intervento all’ultimo G7 pugliese, nel corso del quale ha evidenziato che “…il vigoroso avanzamento tecnologico rende l’intelligenza artificiale uno strumento affascinante e tremendo al tempo stesso ed impone una riflessione all’altezza della situazione”. ↩︎
  6. Position Paper di a cura dello Steering Committee Digitalizzazione PMI https://preparatialfuturo.confindustria.it/wp-content/uploads/2019/02/IA-per-PMI.pdf ↩︎
  7. Piccola curiosità, questa Enciclopedia Yongle, è stata per circa 600 anni l’enciclopedia più grande al mondo! Commissionata dall’omonimo imperatore cinese venne ultimata nel 1408. Scritta da circa 2 mila studiosi I suoi libri in totale erano 11mila circa! Questo record è durato sino al 2008 quando è stata superata, pensate un po’…da Wikipedia, online naturalmente! ↩︎
  8. Per intenderci il labirinto di Cnosso era il leggendario labirinto dove era rinchiuso il Minotauro, ideato da Dedalo, padre di Icaro, su incarico del Re Minosse sull’isola di Creta. ↩︎
  9. Cui abbiamo dedicato un articolo ad hoc in merito “PNRR e Sicurezza informatica, per le PMI un’occasione da cogliere…ancora” Seac Aprile 2023. ↩︎
  10. https://www.mimit.gov.it/index.php/it/incentivi/agevolazioni-per-gli-investimenti-delle-pmi-in-beni-strumentali-nuova-sabatini ↩︎
  11. Legge n. 213 del 30.12.2023. ↩︎
  12. “…256. Al fine di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese, attuate ai sensi dell’articolo 2 del Decreto-Legge 21 giugno 2013, n. 69 , convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, l’autorizzazione di spesa di cui al comma 8 del medesimo articolo 2 è incrementata di 100 milioni di euro per l’anno 2024…”. ↩︎
  13. Che alla data di presentazione della domanda:
    1. sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca;
    2. sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
    3. non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea. ↩︎
  14. Aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A. https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/ElencoAderenti_luglio2022.pdf ↩︎
  15. https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/Allegato_n1_Modulo_di_domanda_release_6_2.pdf ↩︎
  16. Previsto della Legge 232 dell’11 dicembre 2016 Legge di bilancio 2017. ↩︎
  17. Individuati all’interno degli allegati 6/A https://www.mimit.gov.it/images/stories/normativa/allegato_n_6A%20_10_marzo_Circolare_9%20marzo_2017_n._22504.pdf e 6/B https://www.mimit.gov.it/images/stories/normativa/Allegato-n.6_B.pdf alla Circolare 15 febbraio 2017 n.14036 e s.s.mm.ii. ↩︎
  18. Per verificare le caratteristiche tecniche e la riconducibilità dei beni per i quali si intende fruire del beneficio si può fare riferimento alle linee guida tecniche contenute nella parte terza della Circolare Mise – Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017, n. 4/E.
    Esclusivamente in merito alla riconducibilità dei beni fra quelli elencati negli allegati sopra citati è possibile acquisire autonomamente il parere tecnico da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
    La richiesta di parere va trasmessa all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) della Direzione generale per la politica industriale, l’innovazione e le PMI: dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it ↩︎
  19. https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/credito-dimposta-per-investimenti-in-beni-strumentali ↩︎
  20. Allegato A, Legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento. ↩︎
  21. Allegato B, Legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205. ↩︎
  22. Come sempre per la richiesta di informazioni potrete fare riferimento alla Direzione Generale per la Politica Industriale, l’Innovazione e le PMI Divisione II – Politica per la digitalizzazione delle impese e analisi dei settori produttivi Ministero delle Imprese e del Made in Italy e-mail: transizione4.0@mise.gov.it ↩︎
  23. https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/credito-d-imposta-r-s ↩︎
  24. Incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali. ↩︎
  25. Per verificare eventuali informazioni in merito, corrispondenza del vostro credito con quanto disposto dalla normative potrete richiedere informazioni alla Direzione Generale per la Politica Industriale, l’Innovazione e le PMI Divisione II – Politica per la digitalizzazione delle impese e analisi dei settori produttivi Ministero delle Imprese e del Made in Italy e-mail: transizione4.0@mise.gov.it ↩︎
  26. È prevista inoltre una maggiorazione del 10%spettante, spettante nel rispetto delle condizioni stabilite dal paragrafo 6 dell’articolo 25 del Regolamento n. 651/2014 in relazione ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno del TFUE, a quelli che prevedono partenariati con piccole e medie imprese, ovvero condizioni per l’ampia diffusione dei risultati o l’accesso agli stessi a prezzo di mercato e condizioni non esclusive e non discriminatorie. ↩︎
  27. Dal 10 luglio 2024 le imprese possono presentare, le domande di agevolazione; con Decreto direttoriale 7 maggio 2024 sono stati stabiliti i termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione. ↩︎
  28. Per l’accesso alla piattaforma e per la presentazione delle domande di agevolazione utilizzare la procedura disponibile nel sito internet del Soggetto gestore https://fondocrescitasostenibile.mcc.it. ↩︎
  29. https://www.mimit.gov.it/it/impresa/competitivita-e-nuove-imprese/start-up-innovative/incentivi-de-minimis. ↩︎
  30. Le modalità di accesso al beneficio sono disciplinate dal Decreto Interministeriale 28 dicembre 2020. La misura è prevista dal Decreto Rilancio (Decreto Legge 34/2020, art. 38, commi 7 e 8). ↩︎
  31. Per poter beneficiare del nuovo regime impatriati è necessario che il lavoratore: a. Trasferisca la propria residenza fiscale in Italia a partire dal 1° gennaio 2024; b. Non abbia avuto la residenza fiscale in Italia nei tre periodi d’imposta antecedenti a quello del trasferimento e si impegni a risiedere fiscalmente nel territorio dello Stato per almeno quattro anni; c. Inizi un nuovo rapporto di lavoro in Italia, instaurato con un soggetto diverso rispetto al datore di lavoro precedente (se il datore di lavoro è lo stesso, valgono i requisiti previsti per i trasferimenti infragruppo); d. Svolga la propria attività lavorativa all’interno del territorio italiano per la maggior parte del periodo di imposta; e. Possieda requisiti di elevata qualificazione o specializzazione secondo quanto previsto dai D.Lgs. n. 108/2012 e n. 206/2007. ↩︎
  32. https://www.incentivi.gov.it/it/catalogo/bando-innovazione-digitale-2024-concessione-di-contributi-alle-imprese-la-promozione. ↩︎
  33. https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-di-garanzia-per-le-pmi. ↩︎
  34. Dai dati in possesso al Ministero, oltre il 99% delle imprese ha avuto accesso al finanziamento con la copertura del Fondo in assenza della presentazione di garanzie reali. ↩︎
  35. https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/portale-incentivi-gov-it-oltre-1000-gli-incentivi-pubblicati-e-374-le-amministrazioni-coinvolte ↩︎
  36. Di cui all’art. 1, comma 209 della Legge 30.12.2018 n. 145, secondo le disposizioni di cui al Decreto del Ministero dello sviluppo economico del 27 giugno 2019. ↩︎
  37. https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/news/new-digital-europe-programme-invests-over-eu176-million-european-digital-capacities-and-tech ↩︎
  38. A mero titolo esemplificativo entro il 18 settembre 2024 dovranno essere presentate le application relative al programma di lavoro di Horizon Europe – biennio 2023-2024. ↩︎
  39. “Abraham Joshua Heschel – filosofo polacco naturalizzato statunitense, diceva che “…la curiosità piuttosto che il dubbio è la radice della conoscenza…”. ↩︎
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